Stanotte ho detto addio ai miei nonni materni.
L'ho sognato, perchè purtroppo sono morti da un pezzo. Ero in casa loro. Tutti tranne mio nonno, sapevamo che quello era un sogno e che in realtà loro erano già morti da tanto, ed erano tipo fantasmi. Quella notte sarebbero spariti dal mondo terrestre per raggiungere la loro dimensione. Mio nonno era un pò stralunato, faceva tenerezza perchè mi ricordava gli ultimi tempi in cui era in vita, quando la ragione lo aveva abbandonato da un pezzo. Ero seduta nel tavolo con lui e gli ho preso la mano, quella mano rugosa e piena di calli, di uno che ha lavorato per tutta la vita. Gli ho chiesto come era finita oggi il giro d'Italia. Si è illuminato in viso e mi ha raccontato la gara. E io commossa gli ho detto che oramai, ogni volta che vedo una gara di ciclismo penso a lui, ai caldi pomeriggi passati a vederle insieme. Alla voce del cronista che commenta, alle volate dove si metteva ritto e attento a guardare chi vincesse. Poi si è spogliato per andare a letto. Ed è uscito dalla stanza. Con quelle mutandone rosa di lana lunghe fino ai piedi, e quella maglia, ormai troppo larga per le sue spalle curvate dal tempo. Ho guardato mia nonna che mi ha sorriso con la risata bellissima che la illuminava tutta e quei capelli bianchi e morbidi e l'odore di colonia. Le pizzicavo sempre il sedere..perchè sapevo che si solleticava. Lei faceva sempre una risata e mi diceva "Avaaaa smettilaaaaaa". Mia nonna ha imparato a fare il solitario al pc. Ha imparato anche che con esc si usciva dai giochi. Una volta, erano 2 ore che giocavo al pc a tetris, si è avvicinata un po' infastidita e mi ha chiesto a cosa servisse l'esc.. le ho spiegato la principale funzione e mi ha guardato con un sorrisino allungando un ditino.. ha premuto ripetutamente il dito nel tastino ridendo e dicendo "esc esc esc esc". Avevo appena vanificato il record dei record a tetris, ma la sua risata era troppo contagiosa. Mi sono vendicata dopo 10 minuti. Lei faceva un solitario al tavolo vicino al pc.. ho aspettato che tutti le carte fossero al suo posto, e che lei fosse a buon punto, interessata a finirlo..poi mi sono avvicinata quatta quatta, l'ho chiamata e urlando esc esc esc esc le ho mescolato con le mani tutto il giochino. Abbiamo riso fino alle lacrime.
Mi sono svegliata così. Ho pianto fino a singhiozzare per due persone che hanno contato tanto nella mia vita, e che continuano ancora adesso ad essere nei miei pensieri.
Addio nonno Ciccio, addio nonna Grazia, siete sempre nel mio cuore.