- -
mercoledì, febbraio 23, 2005 ore 18:49

Giornata piena e serata altrettanto. Mi prendo un attimo di tempo per festeggiare un doppio compleanno. E' un anno che scrivo in questo blog, e stasera a mezzanotte sono 30 anni che sono al mondo.

Scappo a preparare la cena. Oggi i miei ospiti avranno l'onore/onere di  assaggiare le mie succulente pietanze (succulente si spera).

  • Antipasto: olive, salamino di cinghiale, salamino di calabria, pecorino toscano e miele, pepato fresco e altri formaggi che non ricordo ()
  • tortellini ragù e panna
  • arista di maiale
  • patate al forno, insalata e spinaci al burro
  • ananas
  • torta crema bianca panna e fragoline

ehmmm ieri ho avuto la visita dal dietologo. Sono dimagrita 3 kg in un mese, che non è male..ma intendo riprenderli tutti stasera.

Grazie Strana per gli auguri..sei la prima, solo che dalle mie parti porta un po' sfiga fare gli auguri prima .. ma non mi impressiono.. 3 piccoli granelli di sale dietro la schiena e tutto si risolve! (esagero.. non mi importa nulla, anche se vivo nella patria delle superstizioni!

A proposito. Sono aperte le votazioni per il concorso letterario a tema erotico dell'anno (il link alla destra del teleschermo ).. se e solo se vi è piaciuto il mio racconto, votatemi!


- -
giovedì, febbraio 17, 2005 ore 16:03

5 giorni al mese odio essere donna. 5 giorni al mese sono arrabbiata con 2 uomini al mondo: mio padre che ha donato il suo semino per farmi nascere e il mio ragazzo perchè NON mi ha messo incinta. Fossi stata incinta le mestruazioni per 9 mesi non le avevo. Non avevo i dolori uso parto, non rischiavo la catastrofe ogni momento, non avevo le voglie di cose dolci che mi vengono quando ho le mestruazioni.

Mi fa male il pancino (chiamiamolo pancino.. direi panza)

Buona notizia! Da oggi sono finalmente in tesi. Il mio relatore è uno splendido uomo, fisico nucleare. Farò una tesi in fisica. L'argomento è vasto: radiazioni, il loro effetto sulla materia vivente, i possibili approcci terapici nella cura dei tumori, in particolare l'uso di un fascio di protoni per la cura di un cancro all'occhio. Interessante (per me).. sono strafelice!


- -
mercoledì, febbraio 16, 2005 ore 15:52

 la tecnica non bere troppo la sera prima di addormentarmi funziona..tutta una nottata filata. Adesso devo decidere se scegliere tra i saggi consigli del dietologo di bere 2 litri di acqua al giorno, ma alzarsi 2 volte a notte con conseguente insonnia, oppure bere poco e dormire benino..ma poi addio effetti depurativi di fare tanta tin tin..

Ho prenotato l'esame, giorno 28 alle ore 9. Sono la tredicesima gulp!

Oggi ho fatto una figuraccia. Vi racconto. Ho i peli nelle gambe, tutte le donne li hanno. Tutte le donne se li tolgono (mmm a parte alcune in germania, tanto che mia sorella le chiamava peluches). Ogni donna ha il suo metodo. Ceretta, crema, rasoio, pinzetta..

Oggi, in previsione dell'arrivo romantico di Paolo, mi passo una mano sulla coscienza..(o meglio sulle gambe) e decido di comprarmi tutto l'occorrente per evitare mi si scambi per una scimmietta del perù. Io o faccio la ceretta integrale (dall'estetista) oppure adotto uno strano metodo fai da te, che mira alla ricerca del metodo più indolore. Quindi se ci penso da sola faccio la ceretta ai polpacci, la crema a coscie (o cosce? mo prendo il vocabolario) ed inguine, il rasoio per ascelle e piccole imperfezioni della crema. Non avendo animo e voglia di andare dall'estetista, ho comprato tutto l'occorrente per il faidate (crema depilatoria, rasoio, strisce per la ceretta, olio post epilazione per pelli sensibili). Ecco, suddetta busta..cazzarola mi si è svuotata sull'autobus... che vergogna.. un ragazzo mi ha aiutato a raccogliere il tutto. Credo abbia pensato che abbia un gravissimo problema di ipertricosi.. che non è manco vero però mi mancava tutto e ho dovuto provvedere a comprarlo. La prossima volta sigillo il sacchetto e lo metto dentro lo zaino.


- -
martedì, febbraio 15, 2005 ore 11:09

Io odio fare pipì la notte!

Sono l'unica che se si sveglia nel mezzo della notte con l'impellente bisogno di fare pipì cerca di resistere e magari sogna tutto il resto della notte dei bagni dove non puoi far pipì perchè non si chiude la porta, o entrano estranei, o varie ed eventuali? Sono l'unica che se stremata da questi sogni si alza e dopo aver fatto i suoi bisognini resta sveglia per 2 ore con gli occhi spalancati perchè se mi sveglio sono perduta a voglia a riaddormentarmi?

Uffa Uffa Uffa, come si fa a diventare come il mio ragazzo che si addormenta quando non è ancora perfettamente in posizione orizzontale, neanche il tempo di toccare il cuscino? Conoscete qualche tecnica?


- -
lunedì, febbraio 14, 2005 ore 12:19

Buon Lunedì a tutti!

Se splinder si è mangiato il post sulla splendita giornata di sole, vediamo se per caso si mangia anche quello sul fatto che sta diventando il cielo nero nero nero..

Ho pensato un pochino in questo fine settimana. Ho riflettuto sull'ipocresia che ci circonda, anche per merito mio è naturale. Ho deciso che forse dovrei conoscere meglio le persone che critico e che considero bigotte. Quindi mi avvicinerò con altri occhi alla comunità. Senza pregiudizi, cercando di cogliere il buono di ognuno, era pollyanna che faceva questo gioco?

Però cmq una riflessione la faccio. La schiettezza non è una dote di molti. Mi aspettavo un commento al post che ho scritto su lasignorina, da lei in persona, per mail o per post. Mi aspettavo un vaffanculo sonoro. E se fosse arrivato la mia considerazione sulla persona sarebbe salita di qualche gradino. E' arrivata invece una mail striminzita in cui mi si diceva che cancellava il blog così smetteva il gioco del so e non so, assieme alla predica sul fatto che non si giudicano persone che non si conoscono. Beh che non avesse capito il neanche il 10% del mio messaggio era una cosa che mi aspettavo. Il mio messaggio finale e per me sottinteso era: adesso che ti ho chiarito la mia opinione, evita di venirmi a fare commenti gentili o interessati alla mia vita, perchè le nostre due strade si dividono (non leggo blog di persone che non stimo). E' ancora sottinteso che non vado a rovinare la vita delle persone. E come avevo detto 10 mesi fa (lo sa da parecchio che leggo il suo blog e chi sono) non dirò a nessuno quello che ho scoperto. Quindi la chiusura del blog non è imputabile a me. Perchè ho come l'impressione che mi abbia risposto in maniera così pacata e non mi abbia mandato beatamente affanculo solo per paura di ritorsioni sulla sua vita? Nessuno potrebbe rispondermi questo è chiaro. Quindi chiudo l'argomento.

oggi un prof mi ha dato un segno positivo per la tesi, incrocio le ditaaaaaa


- -
venerdì, febbraio 11, 2005 ore 13:47
splinder si è mangiato il mio post sul fatto che era una meravigliosa giornata di sole.. pazienza! 
- -
giovedì, febbraio 10, 2005 ore 16:29
 

L’esame non l’ho fatto. Complice una bufera in corso, una febbriciattola fastidiosa e tanta insana paura.

 

Oggi faccio un post medicina. Uno di quei post che servono appunto a non far peggiorare la gastrite che ogni tanto attanaglia il mio stomaco.

 

Ho aperto il mio blog per caso.. le chat di msn erano state chiuse da un po’, le altre chat non mi garbavano più di tanto.. garbare.. mi piace questo termine molto non mio.. Sono stata per qualche tempo un’anonima, poi ho aperto il primo blog..che non è questo.. era un altro. A pochi giorni dall’apertura ho scoperto di conoscere una ragazza.. Una di quelle convinte di poter scrivere tutte le minchiate della propria vita senza essere scoperte. Una di quelle che a venire scoperte ci avrebbe rimesso tutta la propria vita. Una di quelle che come amo il mio ragazzo non si può capire ma intanto mi trombo un altro, perché come tromba lui non lo sa fare nessuno. Io sono una persona fedele per scelta, ma questa è una mia posizione personalissima e mi rendo conto che non tutti la pensano come me. Ho fatto finta di non conoscerla..fin quando non mi ha scoperta lei e s'è incazzata (giustamente).  Un po’ per non metterla in imbarazzo e in ambasce (come mi aveva suggerito una sua amica) un po’ (tanto)  per  curiosare senza essere vista.

E’ un comportamento da bastardi dentro lo so.. ma l’ho fatto e amen, neanche me ne pento più di tanto. Chi scrive in un blog deve essere consapevole che è una cosa pubblica.

Ho imparato a conoscerla (credevo), a valutare un aspetto che non rientra nella mia lunghezza d’onda. Da qualche giorno sono venuta a sapere delle cose che mi hanno lasciata basita (esisterà ancora un termine così letterario?). Ne approfitto per parlare di un genere di persone che proprio mi stanno sui cogl.. nono anzi..mi premono sulle ovaie.

 

La Buttana nell’animo.

 

Non ho sbagliato a scrivere.. a Catania la diciamo così, Buttana..

La buttana nell’animo è colei che si vende al miglior offerente. La buttana nell’animo è colei che appoggia un amica fintantoché non rischia il culo del perbenismo del cazzo della gente da cui è (siamo) circondati. E’ bello e facile appoggiare, ridacchiare, essere complici di un amica che inizia una storia con un uomo sposato. E’ un amica no? È il minimo che la copri visto che le vuoi bene. Ti concedo che puoi non approvare la sua scelta, che rovinare un matrimonio non rientra nelle tue priorità morali. Ma indipendentemente da come la pensi, certo è che coprirla è il minimo. Certo è che mi aspettavo un pochino di carattere. Non che appena si sapesse tutto andassi dalla povera mogliettina incazzata a dirgli quando ti dispiace, che tu le avevi solo consigliato una fugace trombatina e via, ma certo non rovinare un matrimonio. ( Se già un uomo, o donna.. tradiscono la propria moglie, o marito.. il matrimonio è bello e rovinato..si tiene su solo l’apparenza, almeno per la maggioranza delle volte è così. Poi ci sono le svolte che rendono ancora più forte un matrimonio). Non mi aspettavo proprio che ti vergognassi tanto della tua amicizia da mandarla a puttane.

Non ti si chiedeva di prendere una posizione.. la posizione era chiara e scontata. Se avevi appoggiato la tua amica era per amicizia. A me non mi si è chiesto di prendere posizione. Io sono un amica del fedigrafo sposato. L’ho coperto, l’ho appoggiato, almeno ci ho provato..e in tante cose avrò pure sbagliato.. Non c’è mica bisogno di dire che posizione occupo. Ho guardato negli occhi la moglie dopo la scoperta di tutto e non ci siamo dette nulla. Forse pensa io sia una stronza, forse capisce che anche lei avrebbe fatto la stessa cosa per una sua amica.. forse non so. Di fatto non c’erano bisogno di scuse. Non mi pento di quello che ho fatto, quindi non posso chiedere scusa per qualcosa che non sento.

Adesso mi scrivi un post dove dici che “non credo più tanto al potere della volontà di proteggere un rapporto quando tutto e tutti, intorno, sembrano remare contro.
Mi viene da pensare che non vale la pena, se la fatica è più della gioia.”

Se fosse un sacrosanto rapporto di amicizia neppure la bufera più assurda lo smuoverebbe da li. Se avessi nuotato un pochino invece di lasciarti trasportare dalla gente forse quel rapporto sarebbe ancora li. Se non fossi la buttana nell’animo che sei non ci sarebbe stato proprio bisogno.

Mi chiedo una cosa. Quando avrai tentennamenti.. quando un altro tizio ti farà bollire il sangue, quando avrai problemi veri e reali, che non fanno parte del piccolo mondo antico di cui così animatamente vuoi far parte. Quando la donna che è in te sbaglierà nel modo più bigottamente meno appropriato a chi ti rivolgerai? Esiste adesso come adesso un'altra persona che puoi guardare negli occhi e mostrarti a lei in tutta la tua essenza senza aver paura di essere giudicata una puttana, o una stupida, o qualsiasi altra cosa? (escludiamo gli amici di rete..che è facile essere se stessi dietro uno schermo).

Il male che si è fatto prima o poi ci si rivolta contro. Se hai preferito gente col prosciutto negli occhi alla tua migliore amica ne pagherai le conseguenze prima o poi. Aspettati di essere giudicata, sottoposta alla morale del gruppo, aspettati di perdere quando sbaglierai. E non trovare nessuno che ti tenderà la mano. Perché l’insegnamento dato dal figlio di Dio  “chi non ha peccato scagli la prima pietra”, è stato da un pezzo cancellato dai vangeli della tua parrocchia. Penso ne sarai consapevole.

 

Oooooo basta ho finito.. adesso mi sento meglio. Nessun attacco di gastrite, E’ vero che sputare veleno fa proprio bene.

Chiarimenti preventivi:

  1. il termine buttana non indica in questa occasione un giudizio sulle abitudini sessuali, perché ognuno fa quello che gli pare.
  2. Io mi sono comportata malissimo in più di un occasione, ma non ho mai tradito o messo in pericolo un mio amico (ah si ho detto al mio ragazzo della storia in corso e fatto succedere un bel trambusto..ma in nessun caso mettevo in pericolo il mio amico)
  3. Si sono ipocrita. E continuerò ad esserlo; e continuerò ad avere i miei sorrisini fintissimi (per chi mi conosce) con la gente perbenista che sto tanto criticando
  4. è molto più semplice esporre i propri difetti, prima di essere accusati di averli…me ne rendo conto e non a caso parlo di cose che potrei tacere sul mio comportamento.
  5. una qualsiasi risposta di chiunque può essere fatta nel modo che l'interlocutore ritiene più opportuno..sia esso qui nei commenti (non ho l'abitudine di censurare), nella mia posta elettronica (perplessa@email.it)

- -
martedì, febbraio 08, 2005 ore 13:35

il post precedente era decisamente troppo lungo.. adesso mi rifaccio con uno decisamente corto. Esame giovedì 10 ad ora imprecisata essendo l'ultima.

PANICOOOOOOOOOOOOOO


- -
sabato, febbraio 05, 2005 ore 23:52

Avevo scritto un bel post su Sant'Agata, ma l'infame di splinder se lo è mangiato. Quindi copio e incollo un servizio che ho letto. Oggi condivido con voi la festa di Sant'Agata, Patrona di Catania:

  L'anima di questo luogo non si identifica soltanto con l'Etna, il vulcano che la domina maestosamente con il suo grande cono, c'è anche Sant'Agata, la patrona di Catania, cui la comunità dedica grandi festeggiamenti.

La festa in suo onore ricorre dal 3 al 5 febbraio ed è tra le più pittoresche d'Italia; illuminati dalle cannalore (candelore), grandi ceri di legno intagliato, alti diversi metri, i volti trasudati dei fedeli si distinguono in mezzo a quelli che, nelle lunghe pause del faticoso trasporto in processione, si frenano in una danza caratteristica detta l'annacata.

    La leggenda narra che, all'alba del 17 agosto 1126, la città di Catania fu scossa da un evento molto atteso: le spoglie della Santa rientrarono in patria da Costantinopoli, e gruppi di devoti, insieme al vescovo, ai canonici e al clero si riversarono per le strade indossando ancora le vesti della notte; da quel giorno, ogni anno, i cosiddetti "nudi" ricordano la patrona: trasportando il simulacro vestiti di un camice bianco (il "sacco", simbolo una camicia da notte), i nudi sono la rappresentazione degli uomini che operarono in quella notte leggendaria.

Il "sacco" viene completato da un cordoncino stretto alla vita, da un berretto di velluto nero, da guanti bianchi e dal caratteristico fazzoletto che si sventola per incitare i cittadini al grido "Citatini, viva Sant'Aita! " Il grido di "Viva Sant'Aita" ha un significato storico: secondo quanto scrive S. Romeo in Vita e culto di Sant'Agata, "mentre la bella giovinetta, dopo gli altri cimenti, era provata col fuoco della brace e dè rottami, il popolo catanese, tocco a quello strazio indegno, rompesse in alti clamori, imponendo à carnefici di cessare, e gridasse: Viva, viva, Agata e non muoia!... Spirata quell'anima beata e riposto il corpo nel sepolcro, i catanesi sono certificati dall'angelo, che Agata per loro non era morta, ma che siccome collo spirito era andata a vivere accanto allo Sposo Divino, colla sua protezione, si farebbe viva immezzo à loro discendenti, sepolta la giovinetta, la gente se ne andava ripetendo: E pur viva Agata, viva S. Agata! Il qual grido, che fu poi seguitato per tutte le età future, si rinnova da noi e si manterrà quanto il tempo lontano".  Questo grido si ripete sempre durante i giorni di festa alzandosi dalla processione, tra gli evviva e la commozione di tutti, quando la vara (il simulacro del Santo) muove circondata da centinaia di ceri.
Il lungo corteo raggiunge anche i quartieri più antichi, manifestando fino a tarda notte. Secondo la tradizione, gli enormi ceri inseriti in grossi candelabri di legno, scolpiti con statue di angeli e Santi, e rappresentazioni del martirio della Santa, venivano donati dalle congregazioni e rappresentavano le offerte della cera alla Santuzza La processione delle reliquie ha inizio il 4 febbraio e parte da Porta Uzeda; fuori della città il pesante carro di S. Agata viene fatto sostare davanti alla chiesa del Carmine e a quella di Sant'Agata la Vetere, poi torna nella Cattedrale e il giorno successivo procede nella zona interna della città. Sopra il carro della Santuzza è ospitato il bellissimo busto d'argento dorato e impreziosito di gemme e di una corona che pesa un chilo e mezzo, opera dell'orafo Giovanni di Bartolo; all'interno del busto sono conservate le reliquie di S.Agata.  a metà del III secolo, a Catania nasceva Agata.  quando non aveva ancora compiuto 15 anni, sentì che era giunto il momento di consacrarsi solennemente. Il vescovo di Catania accolse la sua richiesta e, durante una cerimonia ufficiale chiamata velatio, le impose il flammeum, il velo di color rosso fiamma che portavano le vergini consacrate. [...] 

Agata torturata, fu gettata sulle braci, coperta soltanto dal suo velo da sposa di Cristo. Mentre il suo corpo veniva rivoltato sui carboni ardenti e trafitto da punte di ferro e lamine taglienti, la sua anima, che si era conservata pura, ardeva più forte per il Signore.
A questo punto, secondo la tradizione si sarebbe verificato un altro miracolo, a testimoniare la chiara santità di Agata: il fuoco, che straziava il suo corpo, non bruciò invece il velo. Per questa ragione il "velo di sant'Agata" diventò da subito una delle reliquie più preziose. Più volte portato in processione di fronte al fuoco delle colate laviche dell'Etna, ha avuto il potere di far arrestare il magma. [...]

La folla dei catanesi che aveva assistito al supplizio di Agata l'accompagnò alle porte del carcere, dove venne condotta agonizzante, e vegliò su di lei negli ultimi istanti prima della morte.
Tutti poterono assistere al suo ultimo gemito. Con le poche forze che le erano rimaste, Agata unì le mani in preghiera e, di fronte alla folla commossa, recitò con un filo di voce questa orazione spontanea "Signore, che mi hai creato e custodito fin dalla mia prima infanzia e che nella giovinezza mi hai fatto agire con determinazione, che togliesti da me l'amore terreno, che preservasti il mio corpo dalle contaminazioni degli uomini, ti prego di accogliere ora il mio spirito".
Era il 5 febbraio 251.

 I cristiani che avevano assistito al martirio e alla morte di Agata raccolsero con devozione il suo corpo e lo cosparsero di aromi e di oli profumati, come era in uso a quell'epoca. Poi con grande venerazione lo deposero in un sarcofago di pietra, che da allora fino ai nostri giorni è stato sempre oggetto di culto a Catania. 

Nel 252, ad un anno esatto dalla sua morte, Catania venne minacciata dalla lava dell’Etna e i cittadini, presi dallo sconforto, presero il velo rosso poggiato sul sarcofago di Agata e in processione fra le preghiere lo misero davanti alla colata lavica: per miracolo il fiume di lava si arrestò. In seguito a questo evento Agata fu proclamata Santa. 

 Il corpo di Sant'Agata fu portato a Costantinopoli dal generale bizantino Giorgio Maniace come trofeo di guerra. Si racconta che, appena partito, si sollevò una furiosa tempesta che costrinse il generale a ritornare e a custodire la salma in una casetta dove a ricordo fu costruita una cappella.
Dopo 86 anni le sacre reliquie tornarono a Catania e, il 17 agosto del 1126, furono consegnate al vescovo Maurizio, il quale, in una lunga lettera indirizzata al popolo catanese, racconta le vicende delle reliquie fino al ritorno a Catania. 

Ogni anno il 3, il 4 e il 5 febbraio Catania offre alla sua patrona una festa così straordinaria che può essere paragonata soltanto alla Settimana Santa di Siviglia o al Corpus Domini di Cuzco, in Perù.

Il primo giorno è riservato all’offerta delle candele. Una suggestiva usanza popolare vuole che i ceri donati siano alti o pesanti quanto la persona che chiede la protezione. Alla processione per la raccolta della cera, un breve giro dalla fornace alla cattedrale, partecipano le maggiori autorità religiose, civili e militari. Due carrozze settecentesche, che un tempo appartenevano al senato che governava la città, e undici “candelore”, grossi ceri rappresentativi delle corporazioni o dei mestieri, vengono portate in corteo.

Questa prima giornata di festa si conclude in serata cori un grandioso spettacolo di giochi pirotecnici in piazza Duomo.

I fuochi artificiali durante la festa di Sant’Agata, oltre a esprimere la grande gioia dei fedeli, assumono un significato particolare, perché ricordano che la patrona, martirizzata sulla brace, vigila sempre sul fuoco dell’Etna e di tutti gli incendi.

Il 4 febbraio è il giorno più emozionante, perché segna il primo incontro della città con la Santa Patrona. Già dalle prime ore dell’alba le strade della città si popolano di “cittadini”. Sono devoti che indossano il tradizionale “sacco” (un camice votivo di tela bianca lungo fino alla caviglia e stretto in vita da un cordoncino), un berretto di velluto nero, guanti bianchi e sventolano un fazzoletto anch’esso bianco stirato a fitte pieghe. Rappresenta l’abbigliamento notturno che i catanesi indossavano quando, nel lontano 1126, corsero incontro alle reliquie che Gisliberto e Goselmo riportarono da Costantinopoli. Ma l’originario camice da notte, nei secoli, si è arricchito anche del significato di veste penitenziale: secondo alcuni l’abito di tela bianca è la rivisitazione di una veste liturgica, il berretto nero ricorderebbe la cenere di cui si cospargevano il capo i penitenti e il cordoncino in vita rappresenterebbe il cilicio.

Tre differenti chiavi, ognuna custodita da una persona diversa, sono necessarie per aprire il cancello di ferro che protegge le reliquie in cattedrale: una la custodisce il tesoriere, la seconda il cerimoniere, la terza il priore del capitolo della cattedrale.

Quando la terza chiave toglie l’ultima mandata al cancello della cameretta in cui è custodito il Busto, e il sacello viene aperto, il viso sorridente e sereno di Sant’Agata si affaccia dalla cameretta nel crescente tripudio dei fedeli impazienti di rivederla. Luccicante di oro e di gemme preziose, il busto di Sant’Agata viene issato sul fercolo d’argento rinascimentale, foderato di velluto rosso, il colore del sangue del martirio, ma anche il colore dei re.

Prima di lasciare la cattedrale per la tradizionale processione lungo le vie della città, Catania dà il benvenuto alla sua patrona con una messa solenne, celebrata dall’arcivescovo.

Tra i fragori degli spari a festa, il fercolo viene caricato del prezioso scrigno con le reliquie e portato in processione per la città.

Il “giro”, la processione del giorno 4, dura l’intera giornata. Il fercolo attraversa i luoghi del martirio e ripercorre le vicende della storia della “Santuzza”, che si intrecciano con quella della città: il duomo, i luoghi del martirio, percorsi in fretta, senza soste, quasi a evitare alla Santa il rinnovarsi del triste ricordo. Una sosta viene fatta anche alla “marina” da cui i catanesi, addolorati e inermi, videro partire le reliquie della Santa per Costantinopoli. Poi una sosta alla colonna della peste, che ricorda il miracolo compiuto da Sant’Agata nel 1743, quando la città fu risparmiata dall’epidemia.

I “cittadini” guidano il fercolo tra la folla che si accalca lungo le strade e nelle piazze. In quattromila o cinquemila trainano la pesante macchina. Tutti rigorosamente indossano il sacco votivo e a piccoli passi tra la folla trascinano il fercolo che, vuoto, pesa 17 quintali, ma, appesantito di Scrigno, Busto e carico di cera, può pesare fino a 30 quintali. A ritmo cadenzato gridano: “cittadini, viva Sant’Agata”, un'osanna che significa anche: “Sant’Agata è viva” in mezzo alla folla. Il “giro” si conclude a notte fonda quando il fercolo ritorna in cattedrale.


Sul fercolo del 5 febbraio, i garofani rossi del giorno precedente (simboleggianti il martirio), vengono sostituiti da quelli bianchi (che rappresentano la purezza). Nella tarda mattinata, in cattedrale viene celebrato il pontificale. Al tramonto ha inizio la seconda parte della processione che si snoda per le vie del centro di Catania, attraversando anche il “Borgo”, il quartiere che accolse i profughi da Misterbianco dopo l’eruzione del 1669. Il momento più atteso è il passaggio per la via di San Giuliano, che per la pendenza è il punto più pericoloso di tutta la processione.

Esso rappresenta una prova di coraggio per i “cittadini”, ma è interpretato anche - a seconda di come viene superato l’ “ostacolo” - come un segno celeste di buono o cattivo auspicio per l’intero anno. A notte fonda i fuochi artificiali segnano la chiusura dei festeggiamenti.

Quando Catania riconsegna alla cameretta in cattedrale il reliquiario e lo scrigno, i sacchi bianchi non profumano più di bucato, i volti sono segnati dalla stanchezza, i muscoli fanno male, la voce è ridotta a un filo sottile. Ma la soddisfazione di aver portato in trionfo il corpo di Sant’Agata per le vie della sua Catania riempie tutti di gioia e ripaga di quelle fatiche. Bisognerà aspettare diversi mesi (la festa del 17 agosto), o un altro anno (la festa del 5 febbraio), per poter vedere sorridere ancora una volta il viso buono della Santa che fu martire per la salvezza della fede e di Catania.



- -
martedì, febbraio 01, 2005 ore 20:53
 Posto il racconto che ho presentato al concorso letterario "Eros"

L’Attesa

 Le ruote corrono sull’asfalto, portando il gigante blu a destinazione. Le asperità del terreno si mostrano a me sottoforma di vibrazioni a volte piacevoli, a volte fastidiose, simili a brezza fresca. Tu sei qui, le mani ruvide strette fermamente al volante, gli occhi sfuggenti, le gambe nervose mentre come un condottiero medievale guidi il tuo personale destriero.

Dieci minuti all’arrivo, mi guardi tacito dallo specchietto retrovisore mentre io faccio finta di non ricambiare lo sguardo, accavallando le gambe e sollevando leggermente il vestito. Il reggicalze ti eccita, lo so, non a caso oggi lo indosso.

Sorridendo alzo il viso e trovo i tuoi occhi puntati su di me.

 Note lente amoreggiano con i sensi della donna distesa sul tappeto. Un lenzuolo è messo scompostamente sotto di lei, a proteggere la tenera pelle. Una candela illumina l’ambiente, proiettando delicate e sinuose figure sul suo corpo nudo e sulle mani dell’uomo che la sta massaggiando. Sublimi carezze, gemiti trattenuti, note cadenti accompagnano i gesti dell’uomo e l’immobilità vigile della donna. Sente di voler di più, sente di essere pronta ad accogliere il suo uomo. Apre timidamente le gambe, in un tacito invito, guardando il viso dell’amante. Ombre proiettate sul corpo maschio, inseguono i suoi movimenti, mentre slaccia la camicia azzurra della divisa. In un attimo è nudo, pronto anche lui all’amore. Con un sospiro si abbassa su di lei, pregustando il sapore delle sue labbra, al sapore di menta, all’aroma di zucchero e cannella…

 

Sono arrivata. Il bus si ferma e le porte si aprono con un cigolio acuto. Ti passo accanto, scendendo lentamente i gradini. Un tuo sussurro mi ferma.

“Ci vediamo a casa..”

Le porte si chiudono e tu continui la tua corsa. Attraverso la strada ed entro nel nostro appartamento.

 

L’attesa di te.


- -
martedì, febbraio 01, 2005 ore 08:36

Buongiorno Mondo!

Sto per uscire di casa ma un salutino volevo farlo. Vado alla facoltà di Agraria ad annientarmi davanti al mio migliore amico, il microscopio. Oggi riconoscimento di tessuti. Per farvi un idea di quello che devo riconoscere guardate le figure CLIKKANDO QUI però non so perchè mi sento positiva. VOGLIO FINIRE LE MATERIE ENTRO OTTOBRE PROSSIMO CAZZO! momento di autoconvincimento!

Ciao Ciao a dopo.

P.S. quando ho tempo voglio postare una storiella interessante ed amarissima.. vi terrò aggiornati.. e oggi pomeriggio publico il racconto che ho presentato nel concorso erotico dell'amico AntonyStar!